L’Ispettore Magallaghan

In un blog di nostalgie tecnologiche, non può mancare l’argomento Giancarlo Magalli. Correva l’anno 1988 e dal 17 Ottobre, la Rai mandava in onda tutte le sere il programma Domani Sposi, condotto appunto dal buon Magalli.

Perché mai un bambino di 9/10 anni dovrebbe guardare tutte le sere un programma che tratta di matrimonio quando quello stesso bambino 30 anni dopo non ha ancora voglia di sposarsi? La risposta è: L’Ispettore Magallaghan! 

L’Ispettore Magallaghan era un videogame interattivo nel quale il telespettatore poteva illuminare con una torcia una stanza buia alla ricerca di oggetti determinati.  Ebbene, quel videogame era realizzato con un Commodore Amiga, o meglio, con due commodore Amiga 4000 a lavorare in contemporanea. Con un metodo simile e con macchine identiche, sempre la RAI, durante il programma Pronto, è la RAI? proponeva un altro videogame interattivo. Il videogame di Pronto, è la RAI? era denominato “il Marchingegno”, gioco di parole ottenuto con il cognome della co-conduttrice Simona Marchini. Scopo del gioco era quello di muovere un piccolo topolino all’interno di una biblioteca verso dei libri. Una volta raggiunti questi libri si avevano cinque secondi di tempo per rispondere ad una domanda. La particolarità era che i telespettatori dovevano urlare comandi vocali alla cornetta per dirigere il topolino dove desiderato.  Nel caso del topolino i due Commodore Amiga erano usati per gestire le dissolvenze e le schermate dove Simona Marchini compariva accanto al gioco. Nell’Ispettore Magallaghan, invece i segnali video dei due Amiga venivano miscelati insieme. In uno dei due computer vi era la stanza completamente illuminata e nel secondo c’era uno schermo nero con un “buco” senza colore a rappresentare il fascio di luce della torcia. Sovrapponendo i due segnali (Genlock, in termine tecnico) si aveva l’impressione che solo una piccola parte alla volta della stanza venisse illuminata. Entrambi i giochi erano sviluppati dalla Softwhiz di Luigi Zollo.

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