I cellulari prima di Internet, Giochi e SMS

Era il 1998 e gioco forza, in famiglia comprammo il primo dei moltissimi cellulari che vennero dopo. Si trattava di un GSM, un Alcatel HC 800 un telefono che non aveva giochi, non aveva internet e addirittura non poteva mandare SMS (quelli vennero pochi mesi dopo, quando il gestore telefonico attivò il servizio).

All’epoca Vodafone era ancora Omnitel, Bersani doveva ancora introdurre il suo decreto e la ricarica telefonica costava 10mila lire in più del traffico ricaricato. Molti dei cellulari avevano una funzione “contascatti” (Cash Display) integrata. Non bisognava necessariamente chiamare un numero di telefono per sapere quanto credito Omnitel fosse rimasto. Non tutti sapranno (e sapevano) che molto spesso quel contatore perdeva colpi e, chiedendo con una certa fermezza, un “riallineamento del credito” al servizio clienti, magari si riuscivano a recuperare poche migliaia di lire. Lo scatto alla risposta ce l’avevano tutti (l’innovativa tariffa senza scatto, se non erro, fu portata da Wind tempo dopo) e per il mio piano (credo si chiamasse “Libero Ricaricabile”), era di 200 LIRE. In un epoca dove avere il telefono cellulare, per una famiglia come la nostra, era ancora una cosa molto rara e dall’apparenza voluttuaria ne comprammo uno per una necessità concreta, ma anche in vista della mia ormai prossima partenza per l’università. Ero all’ultimo anno di ragioneria mentre mia cugina, a Torino, doveva ormai discutere la sua Tesi di Laurea presso il Politecnico. Fummo naturalmente invitati ad assistere, ma non era possibile andare tutti, perché qualcuno doveva tenere aperto almeno uno dei due negozi di famiglia. Toccò a me. Saltai un paio di giorni di scuola ed ebbi la prima esperienza di quello che anni dopo sarebbe stato il mio lavoro definitivo (spoiler!). In caso di necessità in negozio, avrei potuto contattare mio padre ovunque egli fosse. Di certo avrò arricchito Telecom Italia con qualche costosissima telefonata verso cellulare, in quei giorni, ma la cosa che più ricordo di quella breve parentesi lavorativa è la fame. Le mie abilità in cucina erano uguali alle aspettative di una madre di famiglia davanti allo Sfornatutto De Longhi. Ero in grado di cucinare solo “Toast e Pizzette“, ma quella volta avevo deciso di fare lo sborone ed acquistare una specie di riso ai frutti di mare liofilizzato. Bastava metterlo in pentola con dell’acqua e aspettare che questa si ritirasseL’operazione era così semplice che il destino dovette necessariamente cominciare a macchinare contro di me. I linfonodi sotto le orecchie hanno cominciato a farmi talmente male che non riuscivo ad aprire la bocca quel tanto che basta per infilare in bocca una forchetta. Mangiavo poco e con dolore e per uno scherzo del destino il mio negozio è accanto ad uno dei migliori ristoranti di pesce della zona. A mezzogiorno cominciavano ad arrivare odori che vi lascio solo immaginare ed io ero consapevole di dover tornare a casa dal mio riso liofilizzato, sempre che fossi riuscito a ficcarmelo in bocca. Mesi dopo partii per l’università esperienza brevissima a causa della mia scarsa intelligenza e inesistente voglia di studiare. Ricordo che avevo sul comodino accanto questa piccola novità e per uno appassionato di tecnologia ed informatica, non poterla in pratica utilizzare era una tortura. Vi ricordo che nel 1998 la gran parte dei telefoni non aveva collegamento ad internet e giochini al loro interno. Addirittura Omnitel non aveva ancora abilitato gli SMS e comunque, se lo avesse fatto, sarebbero stati a pagamento e quindi non godibili a pieno. Quindi? Quindi si rompevano i coglioni ai numeri verdi gratuiti. Non serviva conoscerli, anzi, uno degli aspetti divertenti della cosa era appunto inserire numeri a caso dopo l’1678 (che era il prefisso dell’epoca per il numero verde) e vedere chi avrebbe risposto. Rimanevo stupito quando rispondevano operatori umani a tarda notte. Stupito e deluso perché mi toccava riattaccare. Preferivo quei sistemi computerizzati della serie “Premi 1 per …”, dato che mi permettevano di gironzolare (o meglio navigare) in qualcosa che molto alla lontana poteva ricordare Internet, anche se non sapevo ancora cosa e come fosse di preciso Internet. Ho ancora quel numero di telefono, sono ancora in “omnitel”, anche se ho avuto una breve parentesi in wind. Per la cronaca. Quel telefono aveva un grosso difetto: la batteria era poco stabile nella sua sede. Capitava che a tenerlo in tasca si muovesse tanto da far spegnere il dispositivo. Non c’era una cover posteriore a proteggere la batteria, era la batteria stessa ad essere cover, in pratica e poteva bastare una semplice pressione sulla parte posteriore che senza volerlo diventavi irreperibile. Una caratteristica che invece ho molto amato di questo telefono, e che ho sempre cercato in tutti i telefoni successivi (spesso senza successo) era la gestione dell’elenco delle chiamate. Questo telefono ti segnalava in un’unica schermata tutte le chiamate, anche se provenienti dallo stesso mittente. Molti apparecchi, in seguito si limitavano ad indicare l’ora dell’ultima chiamata ricevuta o persa per mittente. Questo ALCATEL HC-800, invece, segnalava tutte le chiamate perse, ad esempio, dal mio amico “Sergio”. Se “Sergio” avesse chiamato 10 volte, “Sergio” sarebbe comparso 10 volte di seguito, saturando magari l’elenco delle chiamate, ma sarebbe comparso 10 volte. Poi c’erano delle simpatiche iconcine ad indicare le funzioni dei tasti rapidi ed un omino, con una semplice animazione, si toglieva il cappello per salutarti quando lo spegnevi. Spesse volte ti salutava anche dieci, cento, mille volte, fin quando ti rompevi e gli staccavi la batteria. Stavo per scrivervi dei miei Ricordi Nerd circa gli SMS, ma pensandoci credo convenga farlo in un prossimo post. Potrei dilungarmi troppo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *