PrintMaster Menu Principale

Le copertine delle ricerche scolastiche si stampavano con PRINTMASTER

Cavo parallelo Centronics

Con stampante e Olivetti PC1 nuovi di zecca, dovevo far vedere ai miei genitori che il computer si utilizzava anche per studiare. Soprattutto dopo aver scassato due stampanti ad aghi solo qualche mese prima.

Le ricerche scolastiche (ero alle elementari) si battevano quindi al computer e per le copertine si utilizzava PRINTMASTER della KYOCERA UNISON. La stampante ad aghi era collegata tramite la porta LPT parallela attraverso un bizzarro connettore “centronics”  femmina posto dietro la stampante, mentre il computer era dotato di una porta femmina molto più comune. Durante la stampa il computer era inattivo. Erano periodi in cui il multitasking non esisteva ancora e quindi bisognava attendere con pazienza la fine della stampa per riavere il computer a disposizione.

PRINTMASTER era (è) un programma del 1987 che in maniera piuttosto semplice era in grado di stampare biglietti da visita, manifesti, carta intestata, calendari e striscioni. Con un programma destinato ad economiche stampanti a matrice di punti, ovvio aspettarsi che il prodotto “PrintMaster” fosse rivolto ad un pubblico molto giovane. Quale azienda avrebbe mai solo pensato di stampare la propria carta intestata in bassissima risoluzione?

PrintMaster Menu PrincipaleIl sistema di “composizione” è molto simile per ogni funzionalità del programma. L’editing del foglio è molto rigido e in pratica per nulla grafico. Tutta la composizione avviene con una interfaccia testuale, programmata però in maniera tale da avere in testa una visione abbastanza chiara di come sarà il “prodotto finale”. Solo a lavoro ultimato si può infatti visualizzare una preview vera e propria di quello che la nostra stampante andrà a partorire, ma se utilizzavi abbastanza spesso PRINTMASTER, non avevi alcuna difficoltà a fare tutto bene al primo tentativo.

Una volta lanciato il programma, che occupa poco più di 385KB di spazio (file di info più, file di info meno), è possibile scegliere sul menù principale quale tra le varie funzioni desideriamo utilizzare.

La realizzazione dei lavori era pressoché identico per ciascuna delle opzioni disponibili. Dopo aver selezionato se cominciare un nuovo lavoro o utilizzarne uno “Ready Made” già pronto, la prima cosa che si poteva inserire era il bordo: sottile, spesso, a cornice di legno, paper (che dava l’idea di un foglio di carta sollevato tanto da proiettare un ombra), Nouveau (tutto riccioli e ghirigori), Cars (dove dei veicoli percorrevano una strada che avrebbe circondato la nostra stampa), Feet (delle orme di piede nudo),  Bang (un bordo a zig-zag), Lace (merlettato),  Ants (formiche),  Christmas (un bordo natalizio con neve ed abeti) e … naturalmente No Border (senza bordo). Poi sarà la volta di scegliere un immagine tra le tante proposte nel programma e decidere la grandezza che questa dovrà avere, tra tre possibilità: piccola, media e grande. In seguito, sarà la volta delle scritte. Abbiamo a disposizione un TOT di linee fisse dove poter inserire la nostra frase, potendo scegliere tra diversi font e diversi stili. Non era possibile, come accade oggi nei moderni programmi, sovrapporre due scritte, spostarle a piacimento o inserire più disegni differenti. Qualora non si scegliesse il formato grande, per l’illustrazione, allora PrintMaster proponeva la possibilità di ripetere lo stesso disegno all’interno del foglio secondo un pattern stabilito oppure scegliendo delle posizioni “fisse” all’interno del foglio. PrintMaster - CalendarioNaturalmente il formato piccolo aveva a disposizione più “posizioni” da scegliere per il posizionamento delle varie copie della stessa immagine. Piccole variazioni si trovavano sull’opzione carta intestata dove l’immagine poteva essere posizionata solo lungo una linea e dove si avevano al massimo TRE righe disponibili per il testo, sul banner: una sola riga ed eventulali immagini ai lati e sul calendario dove era possibile stampare una settimana o un mese alla volta e inserire un immagine ai lati della singola linea a disposizione (che solitamente era il nome del mese). Ricordo, vergogna mia, che una volta mio padre riuscì a mandarmi a scuola con un foglio A4 dov’era stampato un messaggio per le mie compagne di classe (quarta o quinta elementare, eh): Siete le nostre pollastrelle con il disegno di un tacchino al centro.

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