Com’è cominciata, parte tre: Olivetti (Prodest) Pc128

Chi di voi ricorda “Vestro“? Vestro non era che il fratello minore sfigato (secondo l’idea che ne avevo da bambino) di Postalmarket. Come? Non sapete neanche cos’è Postalmarket? Ok. Bisogna partire da molto lontano, allora.

1-vestro-catalogo-1985-1986Vestro (e quindi anche Postalmarket) era una società che si occupava di vendita per corrispondenza, attraverso un catalogo che veniva spedito ai clienti (e anche un po’ a caso) due volte l’anno. In generale le proposte erano capi di abbigliamento uomo/donna, ma vi era in fondo anche una piccola sezione riguardante articoli per la casa, elettrodomestici,  elettronica, giocattoli ed intimo. Ecco. per quelli della mia generazione e per tutti i suoi dintorni, POSTALMARKET era sinonimo di intimo ed autoerotismo. Tuttavia io ero ancora troppo giovane per quelle cose e quindi mi interessavo alle pagine dei giocattoli, e perché no, anche di elettronica (mi hanno sempre affascinato certi aggeggi). Qui vidi in vendita questo OLIVETTI PRODEST (che ho chiamato “ProdUest” per diverso tempo) e ne fui subito folgorato. Credo che la cosa che mi colpì fu il “registratore” (a cassette) incorporato, a differenza del computer che aveva mio cugino.vestro Questa cosa del magnetofono (la Olivetti lo chiamava così)  doveva rendere sicuramente questo PC 128 migliore del computer di mio cugino. Poi anche 128 era un numero più grande di quello scritto sul computer di mio cugino. Ovvio. Avevo torto. Mio cugino era felice possessore di un Commodore 64 e questo Olivetti Prodest PC 128 non poteva neanche sognarsi, che dico, non poteva neanche SOTTO ACIDI immaginare di avere un gioco pari al più scarso prodotto da un Commodore 64. 8-vestro-catalogo-1985-1986-1Questo però lo venni a sapere con il tempo e a compiere una veloce ricerca su internet si scopre che questo computer è un clone del francese Thomson MO6, marchiato OLIVETTI e venduto in Italia con scarsissimo successo. Tutti gli ex possessori di tale computer sono concordi sul fatto che i giochi facessero alquanto schifo, ma che era una buona macchina per imparare le basi della programmazione BASIC. Anche a me in quei tre/quattro anni di utilizzo capitò di raggiungere obiettivamente un buon livello di programmazione, se si conta che avrò avuto tra i sette ed i nove anni. Di questo però, ne vorrei parlare in separata sede. Cosa indubbiamente figa era la penna ottica in dotazione nella scatola. Con questa penna era possibile fare delle selezioni sullo schermo della tv, come fosse un rudimentale touch screen, e grazie alla cartuccia in dotazione “Colorpaint” (si, il PC128 aveva uno slot per le cartucce, dove i programmi venivano caricati istantaneamente),  si poteva addirittura disegnare sullo schermo per poi salvare le proprie opere su cassetta in formato .MAP (eh?) .GTI (come?) o .BIB (cosa?!). schermata-2016-11-15-alle-16-35-11Una volta addirittura mio nonno, nato la prima decade del ‘900  e combattente della II Guerra mondiale, volle disegnare qualcosa sulla TV. Sono convinto che da qualche parte quel disegno giace ancora su di un nastro magnetico. Tuttavia, la prima (brutta) esperienza con i videogame per questo computer la ricordo in assenza dei nonni (che hanno da sempre abitato in casa con la mia famiglia). Non ricordo perché, ma quella sera non c’erano. Ospedale? Visita a mia Zia a Torino? Fatto sta che sono stato “costretto” ad andare al lavoro con i miei, in negozio. schermata-2016-11-14-alle-18-39-18Così, senza speranza ci recammo da un edicolante della zona per vedere se tra quelle tante riviste di informatica ce ne fosse una che magari avesse qualche gioco per il mio “nuovo” computer. Stranamente (ma all’epoca non capivo quanto fosse strana la cosa) ce l’aveva. Insomma trovai questa rivista “Pc User” numero 9. No, non ho una memoria di ferro, semplicemente sono riuscito a trovare on-line informazioni in merito. Per quanto i giochi del PC128 fossero brutti, questa cassetta ne conteneva di drasticamente brutti. Col senno di poi, quei programmi/giochi, il linguaggio macchina (che io non conoscevo, non conosco e mai conoscerò) non l’avevano neanche odorato. Quei giochi erano in formato BASIC addirittura non protetto. Imparai in seguito che i programmi per lanciare i videogiochi “seri” erano tutti protetti. Non si poteva leggere il listato del file “AUTOEXEC.BAS” che null’altro era che un piccolo programmino in basic con i comandi necessari a caricare il gioco … in formato BINARIO. 01Insomma nella cassetta erano presenti 3 Giochi ed un programma: “Agenda”. I giochi invece erano: “Mortaio” il classico gioco dove inserendo inclinazione e potenza di tiro bisogna colpire il cannone avversario (che non era guidato dal computer, tra l’altro); Black Jack (il 7 e 1/2 degli ubriaconi) e PC SIMON ossia il classico gioco del SIMON dove bisogna memorizzare una sequenza sempre più complicata di colori e suoni. Insomma, bello schifo per me che arrivavo dall’Intellivision ed avevo davanti agli occhi i giochi …. di mio cugino sul suo commodore 64. Una completa delusione.

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