La Voce (Del) Fantasma

Due volte,da bambino, mi è capitato di prendermi un colpo a causa del mio Olivetti Prodest Pc128 ed in entrambi i casi c’entra una voce misteriosa. Ad essere sincero non posso giurare su quale delle due voci mi è capitato di sentire prima ma soltanto una delle due ha avuto una spiegazione chiara. In questo post vi parlerò della seconda, di quella più strana ed incomprensibile.

UNA DOVEROSA PREMESSA. Il mio negoziante locale (e di fiducia) era riuscito, non so come, a procurarsi una cassetta pirata piena di giochi. Era una cassetta da 90 minuti ed i giochi erano registrati uno dietro l’altro. Per quanto riguarda l’Olivetti Prodest PC 128 non c’era bisogno di particolari aggeggi per “duplicare” una cassetta; Bastavano una radio a doppia piastra ed una cassetta vuota. Quel piccolo nastro a bobine pieno di giochi era davvero il massimo, ma aveva tuttavia una pecca. Un gioco tra le decine memorizzate non funzionva. Era uno degli ultimi giochi, appunto posizionato alla fine del Lato B ed aveva un titolo che mi ispirava moltissimo: “La Maledizione di Taahr”. Ora, c’è una cosa che dovete sapere. Una cosa che se siete stati sempre (fortunati) possessori di Commodore non potete immaginare. Durante il caricamento di un gioco, l’Olivetti Prodest Pc128, rimaneva in catalessi. Nessuna schermata colorata, nessuna musica di caricamento. Il computer rimaneva bloccato, ma dal televisore era possibile ascoltare tutto il fruscio dei segnali analogici che in quel momento si stavano caricando in memoria. Per intenderci, immaginate di dover ascoltare per decine e decine di minuti il fischio di un FAX o di un modem analogico a 56K. Fischi e fruscii fino a quando, una volta che il programma è completamente carico in memoria, il nastro si stoppa e si può cominciare a giocare. Sembrerà incredibile ma a quell’età riuscivo a riconoscere a che punto del caricamento era il gioco solo da quei suoni, senza dover leggere il contagiri.  01Con La Maledizione di Taahr capitava che il fruscio si interrompesse, ed il Pc128 restituisse il fatidico “Device I/O Error”, ossia un generico errore di “Input/Output”, o per spiegarla come il mitico manuale di istruzioni (Disponibile In Download) “Errore dispositivo di I/O. Problema fisico di accesso alla periferica”. Quando arrivava questo errore, te ne accorgevi sempre un attimo prima che il messaggio, accompagnato da un blip te lo annunciasse sullo schermo. Prima di arrestarsi, il magnetofono, rallentava come se stesse frenando ed il suono del segnale analogico che usciva dagli altoparlanti della TV cambiava, cambiava sensibilmente. Raramente ero riuscito a far “saltare” la piccola porzione di nastro dove nasceva l’errore I/O. Facendo affidamento al contagiri integrato e soprattutto alla sequenza di suoni proveniente dagli altoparlanti della TV MIVAR, interrompevo il caricamento con il tasto “pausa”, poi “Stop/Eject”, davo mezzo giro al nastro con il dito e poi di nuovo “play”.  Qualche volta funzionava ed il gioco partiva, sebbene con grafica mancante o corrotta, così mi è venuta l’idea (bislacca?) di duplicare il gioco su un nastro nuovo. Chissà che non potesse funzionare …

 

5000335609_23a7b423b4_bEra una tarda mattina d’estate, avevo quindi tutto il tempo per i miei esperimenti ma non avevo i mezzi per poter duplicare il nastro, ma conoscevo qualcuno che potesse fare al caso mio: Stefano, il mio compagno di classe. Stefano abitava a pochi metri da casa ed aveva una radio con doppia cassetta, una di quelle cazzutissime. Non posso dire che si trattasse proprio di una Lansonic TRC-975 come quella in foto, ma da quello che ricordo, la radio di Stefano era molto simile. Una telefonata per sentirmi dire che era tutto Ok ed ero di corsa a casa sua.

La registrazione dal punto di vista tecnico è stata perfetta, ma una volta tornato a casa, il PC128, leggendo la copia, si bloccava nel punto esatto dove si bloccava anche l’originale, ovvio, ma il mio piccolo cervello notava tuttavia un miglioramento. Sembrava che il registratore avesse segnato almeno mezzo giro in più, prima di bloccarsi miseramente. Così chiesi al mio amico un nuovo tentativo in mattinata, che mi fu accordato. Più tardi me ne fu accordato anche un terzo, ed è qui che arriviamo al succo della storia.

Ormai ne ero convinto: se anche questa volta non avesse funzionato, ci avrei rinunciato. Stefano ed io eravamo seduti a terra nel piccolo ingresso di forma quadrata, l’uno di fronte all’altro, separati solo da quella radio enorme e pronti per l’ultimo tentativo. Tutto era già pronto, ovvio. La modalità di registrazione selezionata era sempre “da cassetta a cassetta” e per la terza volta, quella mattina, schiacciai il tasto PLAY sulla piastra di sinistra e REC su quella di destra. Dagli altoparlanti della radio però, non venne fuori il solito fruscìo del flusso di dati besnsì una voce maschile. Questa voce maschile era intonata, sembrava cioè che cantasse, che fosse modulata. Come in uno di quei brevi Jingle pubblicitari disse (o meglio, cantò) qulacosa che sembrava: “Kham Kham Ha” o comunque, ci si avvicinava molto. La cosa mi spaventò moltissimo e, stando al silenzio che era calato e all’espressione del mio compagno di scuola, non ero il solo. Ricordo che avevo sentito il bisogno di allontanarmi da quella casa e da quella radio immediatamente, così ripresi le due cassette e salutai il mio amico con un rapido e tremolante «Ciao!». Pochi minuti dopo ero nella sala da pranzo di casa mia, dove ad aspettarmi c’era il Pc128. Ho riportato indietro il nastro di qualche giro ed ho dato il comando

LOAD "",R

Il magnetofono, recepito l’ordine, si mise in moto e dagli altoparlanti del televisore subito arrivarono i fischi ed i fruscii di quella che doveva essere la coda di una registrazione precedente. Pochi secondi dopo, sullo schermo il messaggio:

Found:  THAARM5   BAS

… e fin qui tutto regolare, con tanto di schermata di presentazione del gioco. Tuttavia, come previsto il caricamento si blocca:

Device I/O Error

Diedi nuovamente il comando: “Load” ed il registratore ripartì. Pochi insignificanti fischi dopo (c’era ancora la coda del programma da sorpassare) dagli altoparlanti venne il silenzio.
Se non fosse stato per quella inaspettata voce fantasma ci sarebbe dovuto essere l’ennesimo tentativo di registrazione del gioco. Ed invece ci fu la cantilena.

Non mi aspettavo di sentirla, e ad essere onesto, fu peggio della prima volta. Già il fatto di ascoltare ancora (e da solo) quella nenia impossibile e senza significato mi aveva messo di nuovo paura, ma questa volta era distorta, come se il nastro girasse più lentamente. Quel “Kham Kham” era al rallentatore, più cupo, lento e strascicato rispetto alla prima volta ma nella parte finale del Jingle, la velocità del nastro sembrava dal principio rallentare ulteriormente per poi tornare a velocità normale, così come quella prima volta a casa di Stefano.

Qualche tempo fa, ho cercato e ritrovato quella famosa cassetta dove era incisa la voce.  L’ho ascoltata tutta, dall’inizio alla fine; LATO A e LATO B, sperando di sbagliarmi e invece no. Ricordavo bene. Quel bambino di otto, nove anni che ero, aveva cancellato la voce dalla cassetta perché ne aveva paura. Pensare che quella voce fosse incisa in un nastro, come se un mostro potesse saltarne fuori (come una maledizione, appunto) mi spaventava e quindi la cancellai.

Mi sarebbe piaciuto verificare, controllare di cosa si trattasse utilizzando un criterio più adulto, le esperienze e la razionalità di oggi. Posso solo ipotizzare però non avendo sotto mano (e sotto orecchie) niente da analizzare, che potesse essere una voce, una traccia audio già presente sulla cassetta “originale” ma è un ipotesi remota. Ripeto, in quella cassetta c’erano registrati molti giochi uno dopo l’altro e sebbene “La Maledizione di Taahr” fosse alla fine del Lato B avrò certamente indagato sperando ci fosse inciso ancora qualche gioco.

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