“Numero 10”. Il mio primo gioco di Calcio.

Numero 10 della FIL, (France Image Logiciel) è stato non solo il mio primo videogioco del calcio, ma il mio primissimo “vero” videogame su un computer. Ho aggiunto vero perché vorrei non contare una cassetta acquistata presso un giornalaio contenente giochi in basic dal listato non protetto. NUMERO 10 me lo comprarono invece in un negozio OLIVETTI.

Ora il negozio OLIVETTI della mia cittadina ha perso il suo fascino anche se credo che la cosa sia successa un po’ ovunque. A quei tempi era in un grande locale nella piazza più centrale e trafficata. Adesso invece si è trasferito in una strada secondaria, in un locale molto più piccolo e vende toner, fax e registratori di cassa. Al suo posto, nel locale storico c’è un negozio di alimentari con annesso macellaio e salumificio.

Erano gli ultimi giorni di vacanze estive e non ricordo come, mi promisero che sarebbero andati alla OLIVETTI a cercare un gioco per il mio computer. Io non credevo ne avessero, dato che li dentro c’erano soltanto computer “seri” e invece ecco tornare mia madre con una scatola di cartone con la foto di Michel  Platinì in nazionale. Il gioco è brutto, è davvero brutto ma erano gli standard ai quali ero abituato dal mio precedente Intellivision e quindi andava bene così.

Selezione modalità di gioco

L’introduzione, la classica schermata della FIL, che col tempo imparai a conoscere era però fighissima. Avevo la foto con autografo di MICHEL PLATINÌ, proprio quella che mi costò ben due stampanti, ma che mi valse l’ingresso in MS-DOS.  Posso dunque affermare che con NUMERO 10 si è aperto e chiuso un ciclo.  Le impostazioni erano molto semplici, numero di giocatori (0 era una prtita computer contro computer), difficoltà (Serie A, Serie B, Serie C), comandi (tastiera o joystick), DURATA DEL PRIMO TEMPO (5 mituti, 15 minuti. Ma vi assicuro che anche il secondo tempo sarebbe durato quanto la vostra scelta) ed infine Nomi Delle Squadre.

Le due squadre erano sempre di colore NERO E BLU. Ma PER INTERO, non solo le magliette. C’erano omini neri e blu che inseguivano una palla che rimaneva incollata al piede (per quei tempi era normale) su un campo verde mono-cromatico disegnato da linee altrettanto nere. Durante una vacanza di Natale, quel sessantaquattrista di mio cugino me ne disse una. Mi ha detto miocuggino che esiste una squadra che ha un completo tutto nero e che si chiama IDARK. Naturalmente non è vero anzi, suppongo che dovesse essere I DARK, nel senso “Gli scuri”, appunto, ma per lui e quindi per me, la squadra con gli omini neri era sempre “IDARK”.

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