Altri Sistemi Fuori Tema

Quanto ero scemo e quanto lo sono tuttora.

Sebbene tempo fa biasimai alcuni utenti dei social networks, esiste naturalmente una parte sana o che probabilmente così ci sembra perché conosciuta (virtualmente, ovvio) in ambiti di interessi comuni. La scintilla parte da questo gruppo Facebook: Olivetti PC128 e “Mondo Olivetti Prodest”, una piccola comunità di gente che in Italia ha posseduto questo semi-sconosciuto computer. Qui c’è gente che programmava (e programma ancora oggi) davvero. Programmavano in linguaggio macchina il 128, altro che listati basic! Addirittura è in corso di sviluppo una sorta di scheda audio per questo bizzarro computer che deficitava in tanti aspetti, ma soprattutto nel comparto sonoro. Da questa comunità, sono stato invitato ad entrare (senza averne titolo alcuno) in altri gruppi dove tanta gente si dedica alla programmazione di nuovi giochi su vecchie piattaforme. Si tratti del nostro 128, di Spectrum, di Commodore 64, Amiga .. poco importa.

Ai miei tempi, probabilmente dai sette ai 10 anni non mi sono soltanto limitato a giocare con questo computer. Ho anche tentato di scrivere pseudo-programmi “inventati” da me. Leggendo il manuale del Basic che arrivava a corredo. Dato che non si trovava in giro molto materiale, mai avrei pensato che potessero esistere libri dedicati a quel Prodest Pc128 così poco diffuso (eh si, questa cosa l’avevo capita). Penso che l’apice della mia “programmazione” su PC-128 sia arrivata quando ho imparato a muovere cose sullo schermo usando il Joystick. Poi si cresce, si cambiano computer ed abitudini, interessi, compagnie, hobby … e ho abbandonato la programmazione, anche perché, come per tutto, più si va avanti e più le cose si fanno complicate, sofisticate. Insomma QUANTO ERO SCEMO a pensare di saper programmare.

Oggi le cose sono cambiate, ma io sono sempre quello scemo con la “passione latente” per la programmazione. Molto più probabilmente si tratterà di una sorta di tecnologia Sindrome di Peter Pan che mi tiene legato ai vecchi(ssimi) interessi.

Dicevo, oggi le cose sono cambiate. Le cose si sono così tanto evolute che la programmazione è tornata alla portata della mia mano, o per meglio dire della mia testa.

Programmare qualcosa di stupido è qualcosa che posso tornare a fare. Nel senso, avrei, ho le potenzialità per farlo. Vabbè INTERNET è alla base di tutto: documenti, tutorial, forum, … e soprattutto RISORSE (anche gratuite) … ma l’interruttore lo ha fatto scattare Unity.

Unity è una “motore grafico multipiattaforma” anche abbastanza complesso che si integra con la sua classe “MonoBehaviour” in C#.

Insomma, ho messo insieme un po’ di pazienza, tante domande, tutorials eccetera ed ho iniziato a far qualcosa come ai vecchi tempi. Ma grazie a queste facilitazioni dovute alla tecnologia e alla conoscenza globale odierna, il risultato è visivamente più gradevole che in passato. Da un paio di anni a questa parte ho più volte preso e lasciato Unity ma ora sono nel periodo “si” e mentre leggo quei ragazzi (ormai signori, com me) retro-programmare con macchine che definire obsolete è un eufemismo, io sono qui, comodo comodo a mandare avanti il mio progetto bislacco:

Non Son Mai Troppe Tutte Quelle Poppe

È naturalmente … o meglio (forse) sarà un giochino molto semplice che rischia davvero tanto di diventare vaporware. Lo rischia perché la voglia non è sempre al massimo, così come l’allegria e la spensieratezza per potersi mettere davanti allo schermo sapendo di andare incontro ad errori e comportamenti inaspettati di questo o quell’oggetto e che alla fine portano solo tanto scoraggiamento. Sarebbe un gioco da ragazzi per molti, ma io incontro spesso difficoltà che mi portano a pensare “Ma chi me lo fa fare?”. Poi mi torna la nostalgia dei vecchi tempi e vado avanti un po’ nello “sviluppo”.

Lo scopo di “Non Son Mai Troppe Tutte Quelle Poppe” è quello di raccogliere il più tette possibili da terra. Si vestono i panni di un omino in giro in una piazza sulla quale cadono misteriosamente delle tette dal cielo.

Nella raccolta, bisogna fare attenzione ai “Cazzetti bianchi” che ti vengono addoss… detta così sembra brutta ma intendo che proprio cercano di urtarti.

Potrai sconfiggerli con dei potentissimi rutti. Questi rutti, però, non sono infiniti e dovrai raccogliere dei soldini a terra per acquistare al distributore automatico la famosa RuttoCola.

Ogni tanto arriverà anche IL PAPÀ dei cazzetti, che manco a dirlo sarà … incazzatissimo per come stai trattando i suoi figli. Il papà è un cazzetto di dimensioni importanti e di color ebano. Lui può sparare ma i suoi colpi ti faranno solo perdere punti. Ad ogni modo, se anche lui ti urta … Game Over!

Ma i cazzetti non saranno l’unica cosa alla quale poter “sparare” i tuoi rutti. All’interno della piazza ci sarà anche la polizia o, per essere più precisi, LA BUONCOSTUME.

Quelli della Buoncostume andranno in giro per la piazza a raccogliere anche loro le tette piovute dal cielo e se le prendono loro, non le prendete voi!

2 Commenti

    • :-) Ma figurati! Si tratta sempre delle solite menate nostalgiche! Noto invece solo ora che anche tu hai aggiornato! Corro a leggere .. anche perché quell’argomento non può non sollevare altra nostalgia!

Lascia Un Commento